La Chimera: storia, origini e significato del mito di
Ugo Bardi
-
Questo sito è dedicato al mistero
della Chimera e a tutti gli aspetti di un mito che non finisce mai di
affascinarci da tempi remotissimi. Da quando, forse in Mesopotamia migliaia di
anni fa, il leone alato, creatura della tempesta, ha cominciato a ruggire, il
mito della bestia del tuono è rimasto con noi in mille forme diverse ma sempre
uguali.
-
Questo sito è il risultato di circa 10
anni di studio su questo argomento, uno studio che è cominciato quando Susan Miho Nunes, in visita a Firenze dalla sua terra di origine, le isole Hawai’i,
comprò in un negozio di souvenir una piccola riproduzione della Chimera di
Arezzo. Mi chiese “ma qual’è il significato di questa statua?” Mi ricordo che
risposi, “non lo so di preciso, ma vedrò di capirlo”. Da allora è cominciata una
lunga ricerca che, in gran parte, potete vedere nel
sito in inglese e nel
libro dal titolo “Il Libro della Chimera”
che è in preparazione.

-
Uno dei misteri che ho provato a
risolvere in questo studio è “chi ha ucciso la Chimera?”Pare strano domandarsi
una cosa del genere; non la conosciamo tutti la storia? La chimera fu uccisa da Bellerofonte che l’ha tempestata di colpi dall’alto del suo cavallo alato,
Pegaso. Così si dice, perlomeno, ma ripensandoci sopra, forse c’è qualcosa che
non va. La Chimera non era semplicemente un mostro; figlia di Tifone e di
Echidna, Omero ci dice chiaramente che era “di razza divina”. E gli Dei, si sa,
sono immortali. Nemmeno Zeus, signore di tutti gli Dei, potè ammazzare il suo
nemico Tifone; dovette limitarsi a seppellirlo sotto il monte Etna, dove ancor
oggi lo si sente brontolare. Figuriamoci se un mero mortale, anche se un eroe,
come lo era Bellerofonte, poteva ammazzare una creatura divina; la Chimera
appunto. E allora, chi ha veramente ucciso la Chimera?
-

-
Quello della morte della Chimera è
solo uno dei tanti misteri di una creatura di cui sappiamo molto poco, un mito
di cui sappiamo pochissimo. Sembrerebbe che Bellerofonte, oltre ad uccidere la
Chimera fisicamente, abbia condannato il mito a una morte virtuale, a essere
trasformato, modificato, rivoltato in tutti i modi possibili fino a renderlo
irriconoscibile.

-
Sappiamo poco di questa creatura
mostruosa così curiosamente assemblata: un po’ serpente, un po’ capra e un po’
leone. Qualche dettaglio anatomico, qualche cosa della sua genealogia. Non è
molto, ma ci basta per capire che dietro una storia in apparenza banale ci
potrebbe essere molto di più, che la Chimera potrebbe essere la riflessione di
leggende molto antiche di cui poco è arrivato ai nostri tempi. Leggende di quel
tempo remoto in cui la distinzione fra umani e animali era meno netta di quanto
lo sia oggi. Sono echi della mitologia degli “Shape-Changers” che troviamo
ancora oggi nelle storie dei popoli che sono rimasti più in contatto con la
natura di noi, che l’abbiamo distrutta e cementificata. Ci riporta, in fin dei
conti, alla figura della Dea Madre e del suo animale-simbolo, la bestia del
tuono e della tempesta che fin da tempi immemorabili è stata rappresentata come
un leone alato ruggente. Ancora prima, ci riporta ad antichissimi concetti di
animali sacrificali, la capra in primo luogo, dove potrebbe celarsi il mistero
della morte di un essere immortale.
-
La storia della Chimera come mito
antico si intreccia con quella degli Etruschi, che ce ne hanno lasciata
un’immagine notissima nella Chimera di Arezzo, portata alla luce nel 1553. Se
della Chimera sappiamo abbastanza poco, neanche degli antichi Etruschi ci è
rimasto molto: pietre, qualche arredo delle loro tombe e qualche scultura
spettacolare. E’ curioso che questa cultura, che noi associamo quasi
automaticamente alla Chimera, non sembra ne fosse particolarmente interessata.
Perlomeno, dagli Etruschi non ci sono arrivate immagini particolarmente
significative di Chimere oltre a quella, spettacolare ma unica, della statua di
Arezzo.

-
Di tutto questo, potete leggere nel
sito in inglese e nel libro, che vi racconta tutto quello che avreste sempre
voluto sapere sulla Chimera, e forse anche un po’ di più. Vi racconta quello che
ci è possibile ricostruire sulla base di pochi dati, ma che comunque sono
significativi. Dopo tanto lavoro, tuttavia, mi sono anche accorto che la Chimera
ha mantenuto molti dei suoi misteri. Come una bella donna di gran classe, si è
svelata un po’ per volta e mai del tutto. La Chimera, in fondo, rimane sempre
una Chimera.
*Un
ringraziamento particolare alla Sig.ra
Alison Frank, per la gentilissima
concessione all’inserimento dei suoi quadri nel
nostro sito
|